Il 2012 è l’inizio di un importante cambiamento.
Per concretizzare la sua idea dei vini bianchi con un grande potenziale evolutivo, Nicola Biasi decide di riproporre la viticoltura di qualità in un’area oggi dedicata alla coltivazione delle mele, ma un tempo rifugio ideale per la vite. Questo progetto trova casa sulle Dolomiti trentine, nella Valle di Non.
Un bianco che rompe gli schemi per il suo profilo organolettico innovativo e per il suo potenziale evolutivo importantissimo. Espianta le mele del nonno in Trentino a quasi 1000 metri s.l.m. per dare spazio ad una varietà di vite resistente, lo Johanniter, che negli anni successivi renderà orgoglioso l’enologo della sua scelta. Il Vin de la Neu, con il suo profilo sensoriale unico e la sua produzione limitata, si fa spazio nel mondo del vino e la sua eccellenza viene riconosciuta da critici ed esperti di tutto il mondo.
Oggi è il primo vino da varietà resistenti tre bicchieri Gambero Rosso e tra i 10 migliori Vini d’Italia per Bibenda.
Nasce così Aransat, un orange moderno e versatile, complesso ma dalla beva facile, sintesi perfetta tra tradizione e innovazione. Figlio delle più tradizionali uve friulane, raccolte a perfetta maturità, macera in acciaio per circa 90 giorni a una temperatura costante di 18°C. Questa temperatura relativamente bassa è stata studiata appositamente per permettere di estrarre in maniera più dolce e meno aggressiva le note organolettiche, mantenendo l’acidità volatile più bassa. La fermentazione invece è controllata da lieviti selezionati in azienda. La malolattica viene svolta ad inizio primavera in maniera spontanea. L’affinamento è svolto in acciaio, mentre una piccola parte viene affinata in barriques di terzo passaggio. Aransat, che esiste in due versioni “filtrato” e “non filtrato”, nasce da tutte queste accortezze tecniche ed enologiche che permettono di avere un vino capace di racchiudere in sé la grande identità dei migliori orange friulani, offrendo al fruitore una facilità di beva difficilmente riscontrabile in altri vini di questa categoria. È miglior Organge Wine per Vinoway Selecetion 24.
A seguito del successo di Vin de la Neu, Nicola viene contattato da diverse aziende per iniziare la loro produzione vitivinicola di varietà resistenti. Veneto, Friuli, Trentino, sono queste le regioni in cui le aziende iniziano a praticare una vera viticoltura sostenibile. A luglio 2021 Nicola fonda una rete d’imprese, Resistenti Nicola Biasi, con la sua azienda trentina e altre 5 aziende. Nasce così, un’unica azienda in sei territori diversi, legati da valori comuni quali, la qualità, prima di tutto ottenuta praticando una concreta sostenbilità.
Nel 2024 la rete d’imprese si amplia e due nuove aziende provenienti da due territori unici, il Monferrato piemontese e la Valle della Mosella tedesca, entrano ufficialmente a far parte del progetto. Presto sarà il turno di un’azienda piemontese e stiamo già lavorando per diventare internazionali.
Nel 2023, tra le colline sinuose della Mosella tedesca, ha preso forma un progetto vitivinicolo che fonde tradizione e innovazione. A idearlo sono stati Nicola Biasi, enologo trentino con una visione chiara del futuro del vino, e Martina Casagrande, biologa e braccio destro dell’enologo nella Nicola Biasi Consulting. Insieme hanno deciso di mettere radici in uno dei territori più iconici d’Europa, spinti dal desiderio di affrontare concretamente le sfide del cambiamento climatico attraverso una viticoltura consapevole e moderna.
Il cuore del progetto è la produzione di un Riesling secco, essenziale e verticale, in netto contrasto con il classico stile dolce che da sempre caratterizza i vini di questa regione. L’obiettivo è chiaro: creare un vino capace di raccontare il territorio, ma con uno sguardo rivolto al futuro. Un vino che nasce da pratiche agricole sostenibili, a basso impatto ambientale, e da un approccio agronomico di precisione.
La prima vendemmia ha avuto il sapore dell’unicità. Le vecchie viti, coltivate in un piccolo appezzamento a Briedel, hanno dato origine a un Riesling salino, minerale, profondo. Un vino che ha conquistato per la sua purezza e per il suo carattere deciso. Ma quella vendemmia è stata anche un saluto: subito dopo la raccolta, il vigneto è stato completamente espiantato. Quella bottiglia è diventata così un pezzo unico e irripetibile, memoria tangibile di un momento preciso, destinata a rimanere nella storia del progetto come edizione #0.
Il nuovo impianto, tuttora in fase di sviluppo, è frutto di una scelta tanto tecnica quanto etica. Il vigneto è stato ripiantato con un equilibrio perfetto tra Riesling e Johanniter, vitigno resistente. La convivenza tra queste due varietà segna un nuovo corso: un modello produttivo che preserva la qualità e allo stesso tempo tutela l’ambiente, ponendo le basi per una viticoltura più resiliente e duratura.
Progetto Mosella è oggi parte integrante del network “Resistenti Nicola Biasi”, la rete fondata da Nicola nel 2021 che unisce persone e produttori con una filosofia comune: credere nel vino come strumento di espressione autentica e sostenibile del territorio. Nella culla del Riesling, tra le curve del fiume e le pendenze estreme dei vigneti, questa visione prende vita filare dopo filare.
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